Ulivi: dai ritrovamenti archeologici al simbolismo del passaggio

Ulivi: dai ritrovamenti archeologici al simbolismo del passaggio

Gli ulivi, alberi millenari di rilevante presenza nei paesaggi della storia cristiana e dell’antico Oriente, sono anche associati ai simbolismi di pace, vita e rinnovamento. Nei periodi in cui tradizioni differenti celebrano la Pasqua, intesa come “passaggio”, gli ulivi diventano anch’essi un importante elemento simbolico.

Nel 2025, gli scavi condotti da una equipe di ricercatori dell’Università La Sapienza di Roma nell’area dell’attuale Basilica del Santo Sepolcro, hanno portato nuovi elementi al dibattito sul luogo in cui Gesù sarebbe stato sepolto. Secondo il Vangelo di Giovanni (Gv 19,41), la sepoltura sarebbe avvenuta in un giardino dove si trovava un sepolcro nuovo. Le indagini archeologiche hanno identificato che l’area scavata avrebbe corrisposto, in passato, a un’antica cava successivamente utilizzata come spazio di coltivazione, dove sono stati rinvenuti frammenti di ceramica e artefatti agricoli.

Le analisi archeobotaniche del polline raccolto sul sito hanno indicato la presenza di ulivi e viti nella regione, con datazioni compatibili con il periodo menzionato nei racconti biblici. Anche se la ricerca è ancora in corso — e l’archeologia biblica rimane un campo che suscita dibattiti e interpretazioni divergenti —, questi ritrovamenti ribadiscono il legame tra le descrizioni evangeliche e il paesaggio della Giudea del I secolo.

Al di là della materialità archeologica, gli stessi testi biblici suggeriscono che gli ulivi e il loro simbolismo attraversano momenti importanti della biografia di Gesù, dalla nascita alla passione, alla morte e all’idea di resurrezione. La sua nascita sarebbe avvenuta in Giudea, una regione storicamente segnata dalla coltivazione dell’ulivo, il cui olio veniva utilizzato non solo per l’alimentazione e l’illuminazione, ma anche per unzioni e rituali religiosi.

Nella vita adulta, è sul Monte degli Ulivi che Gesù appare diverse volte in preghiera e in convivenza con i suoi discepoli. È sempre lì, nel Giardino del Getsemani — il cui nome deriva dall’aramaico gat shemanim, “frantoio” — che, secondo i Vangeli, sarebbe stato arrestato. Sempre secondo i racconti biblici, la resurrezione e l’ascensione sono associate al Monte degli Ulivi, rafforzando il simbolismo di passaggio, rinnovamento e speranza, soprattutto nelle celebrazioni pasquali.

Tra archeologia, culture e tradizioni, questi alberi millenari rimangono come testimoni di una storia che evoca l’esempio di amore e il messaggio di pace lasciati da Colui il cui insegnamento ha attraversato i secoli e ha ridefinito la storia umana.

Riferimenti:

‘Jerusalem from the Mount of Olives’. 1870. Disponibile su: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Church_Frederick_Edwin_Jerusalem_from_the_Mount_of_Olives.jpg

Archaeology Magazine. Ancient garden found at Jesus’ burial site. 2025. Disponibile su:
https://archaeologymag.com/2025/04/ancient-garden-found-at-jesus-burial-site/

The Times of Israel. Echoing Gospel account, traces of ancient garden found under Church of the Holy Sepulchre. 2025. Disponibile su:
https://www.timesofisrael.com/echoing-gospel-account-traces-of-ancient-garden-found-under-church-of-holy-sepulchre/

Bibbia. Bibbia Sacra. Petrópolis: Editora Vozes, 2018.

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