Akhenaton e il monoteismo
“Tu risplendi magnificamente all’orizzonte celeste, o Aton vivente, il cui nome è grandioso, il cui titolo è sacro… abbracci e… avvolgi con la tua luce come se fossi stato creato per un figlio dell’Aton vivente, che concede a tutti, mentre le persone non sono privilegiate dalla tua visione…”
I frammenti sopra riportati sono una parte di quanto proclamato da Akhenaton durante il giubileo reale, importante festività celebrata a Karnak, nel corso della quale si svolgevano riti per rinnovare i rapporti tra gli uomini e il divino. Un momento speciale per il faraone, perché avveniva l’acclamazione di Aton, il disco solare, come unica divinità. Fu l’apogeo della riforma religiosa che istituì il monoteismo nell’Antico Egitto.
Tuttavia, per comprendere meglio questo avvenimento, vale la pena considerare il suo contesto storico. Amenhotep IV cambiò il suo nome in Akhenaton e governò tra il 1353 e il 1336 a.C. Fu uno degli ultimi membri della potente XVIII dinastia, che guidò l’Egitto per quasi trecento anni.
Akhenaton e la famiglia reale benedetta da Aton, rilievo in calcare di Tell el-Amarna, Nuovo Regno dell’Egitto, ca. 1350 a.C. – Museo Egizio, Berlino.
Questo periodo, conosciuto come Nuovo Regno (XVI–XI secolo a.C.), consolidò la forza politica e militare dell’Egitto sulle regioni dell’Asia Minore e della Palestina a nord, e della Nubia a sud. Fu un periodo di stabilità politica e sociale interna e, forse, di massimo arricchimento.
Al momento della riforma monoteista di Akhenaton, erano già trascorsi duemila anni di storia dell’Egitto e i rapporti tra dèi e uomini avevano subito molte trasformazioni, poiché la vita religiosa e quella politica erano strettamente collegate. I faraoni e i sacerdoti muovevano le pedine sulla scacchiera degli dèi in base alle proprie necessità o interessi.
Nell’Antico Egitto non esisteva un’unica concezione della creazione del mondo. Infatti, vi erano quattro grandi centri di studio religioso: Menfi, Ermopoli, Tebe ed Eliopoli. Ognuno di essi, in momenti diversi, esercitò la propria influenza sui faraoni e su tutta la società. A Menfi, ad esempio, la creazione ruotava attorno al dio Ptah. A Ermopoli, il dio Amon era il dio principale, così come a Tebe, dove raggiunse il suo apogeo nel mito della creazione. A Eliopoli si venerava il dio Sole. Lì si narrava che, all’inizio, esistevano le acque primordiali, da cui emerse la prima montagna e, da essa, la luce: Ra, che prese il posto dell’oscurità e assunse la forma del disco solare, Aton. Da questa manifestazione, Aton-Ra, il demiurgo creatore autofecondato, nacquero le altre divinità e, come in un effetto domino, tutto quello che esiste sulla Terra.
Nel corso della XVIII dinastia, Tebe ed Eliopoli — Amon e Aton — “si contesero” la propria influenza sui faraoni e sulla società. Amenhotep III (padre di Akhenaton), ad esempio, dedicò molti monumenti al dio Sole. Perciò, il monoteismo introdotto da Akhenaton, incentrato su Aton-Ra, deve essere inteso in un contesto storico di lunga durata, nel quale questa divinità stava acquisendo sempre maggiore importanza presso la popolazione egizia.
La riforma portò a un cambiamento molto radicale. Akhenaton e sua moglie Nefertiti, insieme ai sacerdoti che li appoggiavano, riformularono i riti, eressero templi, crearono rappresentazioni artistiche e costruirono una nuova capitale: Akhetaton (Amarna).
La riforma portò a un cambiamento molto radicale. Akhenaton e sua moglie Nefertiti, insieme ai sacerdoti che li appoggiavano, riformularono i riti, eressero templi, crearono rappresentazioni artistiche e costruirono una nuova capitale: Akhetaton (Amarna).
L’antica concezione dell’eterna tensione tra ordine e caos — rappresentati nella mitologia rispettivamente da Maat e Isefet,— lasciò il posto a un nuovo principio che avrebbe dovuto guidare l’intera società egizia: il bene doveva prevalere, poiché era la manifestazione più grande di Aton.
Il monoteismo, tuttavia, non sopravvisse alla morte del faraone. La maggior parte dei nobili, dei sacerdoti e del popolo non era favorevole alla riforma religiosa. Il suo successore, il giovane Tutankhamon, iniziò il processo di restaurazione del politeismo. Amarna fu abbandonata e tutte le rappresentazioni monoteiste furono distrutte o cancellate. Passarono più di tre millenni prima che gli archeologi riscoprissero la sua storia. L’idea del monoteismo era già presente in una parte della popolazione egizia molto prima dell’ascesa di Akhenaton, ma fu lui a istituirla ufficialmente in tutto il regno.
La riforma di Akhenaton fu un coraggioso progetto di rottura e trasformazione. Nonostante gli sforzi per cancellarne l’eredità, la forza della Verità che egli portò permane fino ai giorni nostri, rendendolo uno dei faraoni più ricordati e influenti della Storia.
Bibliografia
A revolução de Aquenáton, o faraó que acabou com 2 mil deuses e instaurou o monoteísmo no Egito. 2017. Disponibile su: https://www.bbc.com/portuguese/geral-40602931. Consultato il 14 aprile 2025.
CHAPOT, Gisela. O senhor da ordenação: um estudo da relação entre o faraó Akhenaton e as oferendas divinas e funerárias durante a Reforma de Amarna (1353–1335 a.C.). 2007. Disponibile su: https://app.uff.br/riuff/bitstream/handle/1/17314/Dissert-2007_CHAPOT_Gisela-S.pdf?sequence=1&isAllowed=y. Consultato il 14 aprile 2025.
CARDOSO, Ciro F. S. De Amarna aos Ramsés. 2001. Disponibile su: https://revistas.ufrj.br/index.php/phoinix/article/view/33266/18692. Consultato il 14 aprile 2025.
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